Chi è?

La Cochrane Collaboration è una iniziativa internazionale no-profit nata con lo scopo di raccogliere, valutare criticamente e diffondere le informazioni relative alla efficacia degli interventi sanitari. Attualmente oltre 28.000 operatori sanitari, ricercatori e rappresentati di associazioni di pazienti sono impegnati in più di 100 paesi del mondo in questa attività.

Cosa fa?

Produce - utilizzando una metodologia scientifica comune - sintesi (denominati "revisioni sistematiche") sulla efficacia e sicurezza degli interventi sanitari di tipo preventivo, terapeutico e riabilitativo. Questi rapporti vengono diffusi sia attraverso un database elettronico denominato "Cochrane Library", sia via Internet.

Perché ciò che fa è importante?

Anche per l'operatore sanitario che vuole mantenersi aggiornato è impossibile seguire le centinaia di migliaia di articoli scientifici che vengono pubblicati ogni anno. Per di più non tutti i risultati delle ricerche vengono pubblicati sia perché i ricercatori hanno meno interesse a pubblicare i risultati di studi che non hanno dati risultati interessanti, sia perché talvolta gli sponsor degli studi preferiscono che risultati negativi dei propri prodotti (farmaci o altre tecnologie) non vengano resi noti. Ecco perché è necessaria una Authority indipendente che garantisca ai pazienti ed ai cittadini che la reale efficacia e dannosità degli interventi sanitari sia prontamente fatta conoscere.

Cosa si sta facendo per far prendere coscienza del problema?

I singoli sistemi sanitari stanno cercando di migliorare le proprie capacità di valutazione della efficacia e costo-efficacia degli interventi sanitari. A seconda delle realtà, l'enfasi viene posta più sul controllo e la verifica post-hoc della qualità ed appropriatezza delle prestazioni o sulla promozione della ricerca clinica ed epidemiologica al fine di migliorare le conoscenze disponibili.
In questo panorama la Cochrane Collaboration punta in modo chiaro sul miglioramento e la razionalizzazione delle informazioni disponibili e sui pericoli derivati da meccanismi di definizione delle priorità di ricerca che non sono in grado di identificare dove veramente bisogna investire e dove invece la ricerca deve essere completamente ri-orientata. E' stato infatti documentato che interventi in grado di migliorare in modo importante la qualità della salute non vengono tempestivamente trasferiti nella pratica clinica o perché i singoli studi sono non ben coordinati tra loro e numericamente insufficienti a far emergere il beneficio realmente ottenibile o perché prevale il peso della opinione (non infrequentemente errata) degli esperti a rispetto al peso dei dati reali.
Ovviamente, perché lo sforzo della Cochrane Collaboration abbia un impatto effettivo è necessario che vengano investite da tutti i paesi e soprattutto da quelli più ricchi, risorse adeguate per un'opera di "mappatura" delle conoscenze disponibili.
Un importante compito che, in questo senso, la Cochrane Collaboration cerca di svolgere è proprio quello di sensibilizzare sia il mondo scientifico sia quello dei media ed il pubblico più in generale sui rischi che derivano da una mancanza di trasparenza nel mondo della ricerca e della produzione scientifica. Il Centro Cochrane italiano, organizzando nell'Ottobre del 1999 - a Roma - il VII Cochrane Colloquium (cui hanno partecipato oltre 1000 persone), ha contribuito a far crescere anche nel nostro paese la consapevolezza sulla urgenza di affrontare sia a livello nazionale sia internazionale questi problemi.

Come lavora?

Nella Cochrane Collaboration esistono oltre 50 gruppi di lavoro, organizzati per malattie e interventi sanitari, che sono responsabili dalla produzione delle revisioni sistematiche prodotte. In ogni gruppo collaborano pazienti e rappresentanti di utenti che aiutano nel definire le priorità e stabilire quali sono i criteri di valutazione più importanti per definire la reale utilità dei trattamenti