Mancavano pochi giorni al Natale e la Cochrane Library cambiava look: dopo 16 anni di sostanziale continuità formale, la “biblioteca” si è giovata del lavoro congiunto tra il Cochrane Search Testing Group e lo staff della casa editrice Wiley, che è partito – raccontano Ruth Foxlee e David Tovey in un Editoriale sul sito della Collaborazione – come un vero e proprio esercizio di problem solving. I problemi erano quelli degli utenti, che con sempre maggiore frequenza usano la Library su device mobili, dal cellulare al tablet. Altro obiettivo è stato quello di accontentare chi chiede rapidità: niente di meglio della funzione Did you mean? per andare dritti alla soluzione.

La Cochrane Library ha un vestito nuovoUna maggiore praticità di utilizzo, secondo i coordinatori della attività editoriale della Collaborazione, può favorire anche la conoscenza delle altre features di cui l’ambiente di apprendimento della Library si è dotata: dagli editoriali di commento alle “Special Collections”, dal Journal Club ai podcasts.

Per chi è già esperto e usa la risorsa per l’attività di ricerca è stato ridisegnato il display dei termini MeSH e introdotta una funzione che permette di associare una nuova ricerca ad una search già effettuata. Insomma: molte cose nuove e, nonostante alcune sembrino … invisibili, certamente utili per trovare meglio e prima ciò che ci serve. “Introducing innovative features is not without its challenges – ammettono Foxlee e tovey - The interface was initially unfamiliar to users and had some teething problems, but the majority of these have been resolved, and we're confident that the new search interface provides a better all-round service.” Ma, nonostante il piccolo sforzo che all’inizio sarà richiesto agli utenti sarà certamente ripagato da un outcome sensibilmente migliore.

Leggi l’editoriale di Ruth Foxlee e David Tovey.