L’eNorme responsabilità. Tra linee guida e assistenza personalizzata, dalla legge Gelli al caso clinico nell’assistenza alla nascita

Il convegno, dal titolo “L’eNorme responsabilità. Tra linee guida e assistenza personalizzata, dalla legge Gelli al caso clinico nell’assistenza alla nascita” analizzerà i vari aspetti che ruotano attorno all’utilizzo delle linee-guida.
Nella pratica quotidiana esse costituiscono un utile ausilio e àncora per districarsi in un mondo di conoscenze sempre più vasto, in cui i risultati dell’ultimo trial pubblicato sembrano premere per un immediato cambio di rotta nelle scelte cliniche.
Come e in base a quali criteri è possibile utilizzare gli aspetti positivi delle Linee Guida?
L’affermazione di R. Brian Haynes “Le evidenze non prendono decisioni, sono le persone a farlo” è più che mai realistica. Spetta infatti ai professionisti, sulla base della forza delle raccomandazioni e del parere degli esperti - in accordo con le esigenze e i desideri della donna - individuare i comportamenti assistenziali più adeguati per la singola situazione, nella consapevolezza dei limiti di contesto e individuali. Le evidenze delle linee guida hanno dei limiti: sono mutuate da contesti sperimentali che non sempre sono riproducibili in altri contesti, e le raccomandazioni degli esperti, spesso al confine tra cultura del rischio e paura del pericolo, potrebbero condizionare la responsabilità professionale.
Come e quando discostarsene ragionevolmente senza cadere nell’autoreferenzialità individuale o di gruppo?
La competenza clinica e le capacità relazionali giocano un ruolo essenziale nel delineare l’etica, non come disciplina ma come sapienza incarnata. Costruire e mantenere buone relazioni di cura diventa allora il compito di chi voglia assistere con qualità assumendosi la responsabilità di accompagnare chi mette al mondo.

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