Nella sclerosi multipla i continui avanzamenti della ricerca clinica hanno portato all'identificazione di diverse possibilità terapeutiche e come conseguenza, i neurologi e i pazienti affetti da sclerosi multipla si trovano ad affrontare l'incertezza su quale intervento sia preferibile utilizzare nelle diverse fasi della malattia. Negli ultimi anni sono state condotte numerose sperimentazioni cliniche su farmaci potenzialmente promettenti per il controllo della patologia ma raramente in disegni di studio “head-to-head”. Si tratta di un problema diffuso, nella ricerca clinica, certamente non limitato all’ambito neurologico.

Meta-analisi a rete per la Sclerosi multipla Da qualche stagione, però, è venuta affermandosi una nuova metodologia, la network meta-analisi (NMA), che consente di sintetizzare sia numericamente sia graficamente le evidenze riguardanti tutti i risultati degli interventi disponibili su una determinata patologia e di identificare, tra questi, quelli più efficaci e meno tossici. Si tratta di una variante della meta-analisi, metodo statistico che si è sviluppato per sintetizzare al meglio le diverse evidenze disponibili nella letteratura scientifica.

Il Centro Cochrane Italiano è il destinatario di un finanziamento di 200 mila euro della Fondazione Italiana per la Sclerosi Multipla – FISM. Andranno a sostegno di un progetto di ricerca triennale dal titolo: "Migliorare la sintesi dei risultati della ricerca sui trattamenti nella sclerosi multipla per il loro utilizzo nella pratica clinica e per influenzare l'agenda della ricerca futura", coordinato da Roberto D’Amico – direttore del Centro - in collaborazione con Graziella Filippini, Direttore dell'Unità Operativa di Neuroepidemiologia e Coordinating Editor del gruppo Cochrane Sclerosi Multipla presso l'Istituto Carlo Besta di Milano.

"La NMA ha anche le potenzialità di essere utilizzata - spiega Roberto D'Amico - come strumento per meglio identificare quei quesiti clinici che finora non hanno avuto risposta e sui quali la ricerca futura dovrebbe essere indirizzata. Cresce la consapevolezza, viste le potenzialità, che tale metodologia e i suoi risultati debbano essere valutati criticamente e correttamente interpretati da coloro che queste informazioni utilizzano (clinici, pazienti, autorità sanitarie e finanziatori della ricerca).L'obiettivo di questo progetto è valutare il livello di conoscenza di tale metodologia, da parte dei neurologi, metodologi e dei professionisti dell'informazione, individuare quali siano le barriere alla sua comprensione e la sua utilità percepita. I risultati di questo lavoro permetteranno di contribuire allo sviluppo di tale metodologia e facilitare la presentazione dei suoi risultati per meglio trasferirli nella pratica clinica e nelle decisioni di carattere sanitario.