Guido Bertolini
Responsabile del laboratorio di Epidemiologia clinica, Istituto Mario Negri

Guido Bertolini ha brevemente illustrato la politica dell’Istituto Mario Negri riguardo alle attività di ricerca, evidenziando come l’obiettivo di tali attività debba sempre essere rappresentato dal beneficio per i pazienti e che l’indipendenza da politica, finanza, industria, ideologie o religioni rappresenti in tal senso un requisito fondamentale. In base a questi principi, l’Istituto rinuncia a brevettare i prodotti della propria ricerca e opera sulla base di diverse fonti di finanziamento, non accettando più del 10% del budget da ciascuna fonte. Inoltre accetta di collaborare con l’industria del farmaco in attività di ricerca solo se può condividerne la proprietà dei dati.

Fatte queste premesse, il relatore ha presentato un esempio di collaborazione con l’industria non andato a buon fine, analizzando così alcune possibili criticità di queste partnership per la ricerca. L’esempio si riferisce a una ricerca svolta nel contesto del progetto Innovative medicines initiative (IMI), co-finanziato dalla Commissione europea e dalla Federazione europea dell’industria farmaceutica (EFPIA), che ha l’obiettivo di supportare ricerche su farmaci innovativi realizzate attraverso partnership tra industria e istituzioni pubbliche o no-profit. Nell’ambito dell’IMI l’Istituto Mario Negri aveva aderito al programma per lo sviluppo di un nuovo antibiotico prodotto dall’azienda Glaxo Smith Kline (GSK), ma ha dovuto successivamente ritirarsi perché il documento di «project agreement» rendeva chiara l’impossibilità di partecipare in modo realmente collaborativo all’impostazione dello studio (ad esempio per la scelta del gruppo di controllo) e, soprattutto, all’accesso ai dati dello studio stesso, impedendo di fatto il loro utilizzo indipendente nonostante GSK si fosse pubblicamente dichiarata favorevole alla trasparenza nella pubblicazione dei dati degli studi clinici. In pratica, si sarebbe trattato di uno studio interamente controllato da GSK più che di uno studio collaborativo.

Questo esempio è stato oggetto di un articolo pubblicato sul BMJ nel 2013 ed ha lo scopo di evidenziare quelli che dovrebbero essere alcuni elementi essenziali di una proficua partnership pubblico-privato nella ricerca clinica.