Riunione Annuale 2016. Intervento di Nicola Magrini, Department of Essential medicines and health products, World Health Organization.

La lista dei farmaci essenziali è stata uno dei grandi successi dell’OMS (1) e si è giovata di un consistente contributo italiano: basti ricordare che la prima edizione del 1977 è stata formulata sulla base dell’elenco per gli ospedali di Milano, e Silvio Garattini faceva parte del comitato di esperti che preparò la Essential Medicines List, insieme anche a Gianni Tognoni, entrambi dell’Istituto Mario Negri.
Si basa su un principio guida stabilito 40 anni fa, che suggerisce che un numero limitato di farmaci ben scelti e valutati può sia facilitare processi di selezione e di indicazione all’uso ed essere uno strumento di informazione ai medici, sia orientare le scelte di politica sanitaria, ridurre i costi, e quindi portare un’assistenza qualitativamente migliore.

Magrini ha illustrato le principali novità della 19a lista OMS, aggiornata nel maggio 2015: l’introduzione di tutti i sei nuovi farmaci per l’epatite C e i nuovi antivirali ad azione diretta che hanno soppiantato l’interferone, una novità "che ha fatto molto clamore e che ha dato il segnale di una classe di farmaci su cui investire". Per il cancro, comprese le neoplasie ematologiche, sono state riviste 29 indicazioni, per 29 diversi tumori, e sono stati inseriti 16 nuovi farmaci, "rivedendo completamente questo capitolo e definendo questa lista come una lista ospedaliera importante, che richiederà investimenti nei prossimi 15-20 anni". Quale la stella polare OMS per l’inclusione dei farmaci oncologici? Il criterio guida è stato l’entità del beneficio dimostrato; in particolare, "i farmaci che mostravano un chiaro, netto beneficio, di almeno 6 mesi di sopravvivenza, hanno avuto il privilegio e la priorità di essere inseriti nell’elenco". Nella lista non sono entrate categorie di dubbia efficacia, con benefici marginali o minimi, tipicamente i farmaci per la memoria, i farmaci per la demenza e per l’osteoporosi. Alcuni di questi perché non ne è mai stata fatta la richiesta, altri perché sono stati esaminati e rifiutati. Sono invece presenti tutti i vaccini e tutti i metodi contraccettivi, inclusi i più recenti.

"La lista è ancora una lista asimmetrica perché in alcuni ambiti come infettivologia, tubercolosi e malaria", puntualizza Magrini, "è inserita la grande maggioranza dei farmaci più recenti, come quelli per l’epatite C o B, dove tutti i farmaci sono ben rappresentati. Ci sono alcune aree che invece richiedono una revisione, come l’eritropoietina per la dialisi, che è una delle grandi scoperte del secolo, alcuni farmaci per l’artrite reumatoide, i farmaci contro il rigetto nei trapianti, che saranno esaminati nel prossimo anno". Abbiamo chiesto a Magrini se la definizione di “essenziale” possa suggerire l’obbligo di accessibilità. "Il termine 'obbligo' non è nel vocabolario dell’OMS, né delle Nazioni Unite. Introduce il diritto all’accessibilità", chiarisce il relatore, "quindi non c’è potere, non ci sono le regole perché l’OMS abbia un ruolo nel definire obblighi. Anche la lista, è una lista modello, di riferimento, non sancisce degli obblighi. Quindi introduce, e ha introdotto, il diritto, la visibilità, la necessità di investire su alcune categorie di farmaci. E ci siamo accorti, anche con l’ultimo aggiornamento, che ha il potere di influenzare positivamente gli interessi e gli investimenti prioritari dei paesi". Anche se bisogna sottolineare che la lista OMS non è «una lista di base, per i Paesi poveri, una lista dei farmaci a brevetto scaduto. Ha infatti introdotto molti dei farmaci più efficaci e più costosi che sono stati registrati ultimamente, dimostrando con chiarezza che sta diventando una lista che dovrebbe impegnare maggiormente proprio i Paesi ricchi".

(resoconto di Arabella Festa)