Riunione Annuale 2016. Intervento di Joerg Meerpohl, Centro Cochrane Germania e Università
di Friburgo
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L’elaborazione delle linee-guida da parte del Sistema nazionale lineeguida e la valutazione delle evidenze per l’inserimento dei farmaci essenziali nella lista OMS hanno in comune l’adozione del sistema GRADE (Grading of Recommendations Assessment Development and Evaluation, iniziativa nata nel 2000). Anche il progetto DECIDE (Developing and Evaluating Communication Strategies to Support Informed Decisions and Practice Based on Evidence), nello sviluppo e valutazione di strategie di comunicazione che favoriscano l’assunzione di decisioni basate su evidenze scientifiche, ha utilizzato la metodologia del GRADE Working Group.

Al convegno dell’Associazione Alessandro Liberati, Joerg J. Meerpohl, di recente incluso nell’elenco dei 100 ricercatori internazionali più influenti, ha sottolineato il cambiamento di prospettiva rappresentato dal sistema GRADE rispetto alla valutazione delle evidenze: dalla valutazione dei singoli studi si è passati alla valutazione della qualità dei singoli esiti in funzione delle decisioni da prendere. Al momento di formulare delle raccomandazioni, spiega nel suo intervento “Linee-guida: obbligo o orientamento? Riflessioni dall’esperienza GRADE”, bisogna cercare un equilibrio tra le conseguenze per la salute, la loro importanza, il valore a esse assegnato e, possibilmente, l’uso delle risorse e la qualità delle evidenze per ogni singolo esito. Fatta questa premessa, le linee-guida vanno considerate uno strumento per orientarsi, e non documenti con indicazioni da seguire obbligatoriamente: giudizi che devono essere trasparenti e basati sulle migliori evidenze disponibili.

In alcuni casi, in funzione dello scopo, del contesto e del setting, come è avvenuto nel caso dell’epidemia di Ebola e del virus Zika, può essere opportuno porre l’accento sull’obbligatorietà. Ma a livello di decisioni individuali, oltre alla qualità delle evidenze, vanno presi in considerazione anche fattori quali le preferenze del paziente.

(resoconto di Arabella Festa)