Alberto TozziAlberto Tozzi
IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù,

Roma

Le nuove tecnologie possono essere utili per cambiare l’equilibrio delle relazioni che legano tra loro medici e pazienti. Partiamo dalla constatazione che Internet ha amplificato moltissimo un aspetto della natura umana che possiamo per comodità definire come “naturale attitudine alla condivisione”. Le persone amano condividere esperienze, pensieri, opinioni, sentimenti e i social media basano la loro esistenza e il loro successo su questa attitudine – trasversale ed universale – che accomuna uomini e donne indipendentemente dall’età, dal genere, dal livello sociale, culturale, economico.

Sorry doctor...

La passione per la condivisione unisce naturalmente anche i pazienti, che sui social network si scambiano informazioni e pareri. Attraverso piattaforme studiate ad hoc, i medici possono venire a conoscenza di quanto succede ai pazienti con l’obiettivo di comprenderne meglio problemi, esigenze e aspettative. Ma questo aspetto della questione – che pure potrebbe fare la differenza rispetto alla situazione comunicativa frontale di stampo tradizionale – non è il più interessante.

Quello che è veramente innovativo è che sfruttando la naturale tendenza all’omofilia che caratterizza i pazienti che frequentano i social network, i medici hanno la straordinaria opportunità di poter incidere sui comportamenti collettivi della community utilizzando adeguatamente le informazioni che vengono messe in circolazione e scambiate.

Questo approccio di tipo epidemiologico ai social media, basato sulla tendenza dei pazienti alla condivisione e all’aggregazione, costituisce a tutti gli effetti una nuova frontiera del rapporto medico-paziente. Stabilisce nuovi criteri di comunicazione e apre nuove strade alla ricerca e alla prevenzione.

Resoconto a cura di Erica Sorelli.