Carmine Pinto
Direttore del Dipartimento oncologico e tecnologie avanzate, AOSP Reggio Emilia, presidente della Associazione italiana di oncologia medica

Carmine Pinto, sottolineando l’elevato impatto dei tumori in Italia, ha evidenziato i passi in avanti fatti grazie alla ricerca sul fronte dell’efficacia delle terapie oncologiche e dell’aumento medio della sopravvivenza. La disponibilità di risorse è tuttavia il principale fattore di ostacolo alla introduzione dei farmaci oncologici innovativi, considerando la tendenza a mantenere costante o ridurre il finanziamento del servizio sanitario nazionale (in rapporto al PIL) e quindi ad aumentare la competizione nell’allocazione delle risorse tra le diverse aree terapeutiche. Per quanto riguarda l’oncologia si osserva comunque un aumento costante della spesa per i farmaci antitumorali principalmente legato alle crescenti opportunità terapeutiche (immunoterapie, terapie mirate in base alla presenza di biomarkers, ecc.) e all’aumento dei costi delle terapie stesse. La disponibilità di un fondo ad hoc di 500 milioni di euro per il 2017 per i farmaci innovativi in oncologia rappresenta un tentativo per migliorare l’accesso a queste terapie.

Considerando l’obiettivo di garantire equità di accesso e qualità di cura per tutti i pazienti in tutto il nostro Paese e i limiti nelle risorse disponibili, l’introduzione di nuovi farmaci e la definizione di ciò che è innovativo nell’ambito delle strategie terapeutiche dovrebbero considerare la rilevanza delle patologie, i vantaggi clinici in termini assoluti e in termini di indicatori rilevanti rispetto alle alternative terapeutiche (valutati attraverso studi qualitativamente affidabili) insieme ai costi e alla sostenibilità per il SSN.

Per quanto riguarda i costi dei farmaci, il relatore ha evidenziato come l’implementazione di gare di acquisto centralizzate su base almeno regionale, l’introduzione dei biosimilari di anticorpi monoclonali, la rivalutazione del costo dei farmaci già rimborsati sulla base dei dati dei registri AIFA e una maggiore trasparenza degli accordi prezzo-volume potrebbero permettere una loro riduzione.

Va infine considerata nel suo complesso l’organizzazione dell’assistenza ai malati oncologici, che può fortemente influenzare l’uso appropriato dei farmaci e la stessa ricerca. L’implementazione delle reti oncologiche regionali può in particolare favorire l’accesso a uguale qualità e standard assistenziali, l’appropriatezza diagnostica e terapeutica, la razionalizzazione di servizi, tecnologie e risorse e la realizzazione di studi clinici. Le linee-guida AIOM possono essere uno degli strumenti utili per standardizzare la pratica clinica sulla base di prove di efficacia e per favorire l’aggiornamento e la multidisciplinarietà delle strategie di cura.