Giuseppe Recchia
Direttore medico e scientifico, GSK Italia

Distinguendo tra ricerca fatta con il fine di sviluppare nuovi farmaci o nuove indicazioni - che rappresenta l'85% del totale della ricerca da sponsor no profit in Italia – e ricerca fatta con il fine di valutarne il valore terapeutico da parte di chi li utilizza nell'ambito dei sistemi sanitari – il restante 15% - Giuseppe Recchia ha sottolineato l'importanza di promuovere il trasferimento tecnologico da accademia (che ha competenze rilevanti nella ricerca di base) a impresa (che ha le competenze per sviluppare i prodotti della ricerca e portarli sul mercato).

Il relatore ha fatto cenno a diverse esperienze virtuose di partnership, che hanno tratto giovamento anche da fondi di ricerca derivati da donazioni (per esempio Telethon). Queste partnership possono massimizzare la produttività della ricerca sfruttando al meglio le competenze dei partecipanti. L'accademia può anche partecipare agli utili derivati dai prodotti della ricerca attraverso la creazione di «spin off» (imprese che nascono su iniziativa di personale accademico).

Questo tipo di partnership permette all'Italia di essere all'avanguardia in Europa per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo di terapie avanzate: su un totale europeo di 5 terapie geniche e cellulari autorizzate in Europa, 3 sono state sviluppate in Italia.

Fattori che potrebbero favorire l’efficienza e il massimo sfruttamento delle attività di ricerca sono rappresentati dalla possibilità di utilizzare i dati individuali e di rivedere il D.M. 17.12.2004, che impedisce l’uso di dati da sperimentazioni no-profit per lo sviluppo industriale dei farmaci, ferma restando la trasparenza nel ruolo delle aziende farmaceutiche nel finanziamento della ricerca da sponsor no profit.