Le revisioni sistematiche (RS) e le meta-analisi (MA) sono generalmente considerate la migliore fonte di evidenze disponibili in campo biomedico. Negli ultimi anni la loro popolarità è cresciuta esponenzialmente e sono sempre più considerate strumenti necessari per poter prendere decisioni cliniche e di politica sanitaria, una fonte di informazione fondamentale per giustificare la richiesta di fondi e l’avvio di progetti ricerca oltre che la base di partenza per la stesura di linee guida per la pratica clinica e rapporti di Health Technology Assessment. La grande forza delle RS sta nel loro essere una sintesi strutturata e critica ed esaustiva delle prove scientifiche disponibili su un determinato argomento, ma se di sintesi ne esistessero più di una? E se queste sintesi non fossero tutte uguali o peggio ancora dessero informazioni contrastanti? E’ da queste domande che parte l’idea della ricerca pubblicata da Siontis, Hernandez-Brussard e Ioannidis sul BMJ [1] che li ha portati ad indagare il fenomeno delle RS e MA multiple cercando di analizzarne i pro e i contro.

Perché un ricercatore dovrebbe voler replicare sforzi e risorse nella conduzione di una RS su un argomento per cui ne è già disponibile una? Forse quella esistente non risponde propriamente al quesito che gli interessa o forse vuole riprodurre il processo per essere sicuro che tutto sia stato fatto col rigore metodologico necessario o più banalmente la revisione esistente non è aggiornata rispetto agli ultimi studi pubblicati. Tutte queste motivazioni vengono considerate dagli autori come valide per giustificare la replicazione della ricerca. Quello che però emerge dallo studio di Sionitis et al. è che molte delle RS multiple individuate non si differenziano per specificità dell’argomento, non forniscono aggiornamenti o novità rispetto a pubblicazioni precedenti e soprattutto non citano pubblicazioni analoghe e di conseguenza non le usano come base di partenza o come confronto per confermare i propri risultati. Questi dati fanno nascere più di un sospetto sul fatto che, nella migliore delle ipotesi, i ricercatori si avventurino nella produzione di RS e MA su un argomento senza avere una panoramica completa delle pubblicazioni già disponibili sulla tematica specifica. Ancora peggio si potrebbe pensare che la decisione di produrre RS ridondanti sia guidata semplicemente dalla possibilità di aumentare il numero di pubblicazioni.

In realtà l’argomento delle RS e MA multiple non è nuovo, già verso la fine degli anni ’90 [2, 3], ma anche più di recente [4, 5], furono pubblicate ricerche, forse non dotate della stessa sistematicità , che affrontavano questa tematica. In questo articolo però Sionitis et al., oltre a mettere in evidenza un fenomeno, quello delle revisioni multiple, tutt’altro che marginale, si spingono in un’analisi di quelle che potrebbero essere le motivazioni, più o meno valide, che portano alla replicazione della ricerca e concludono suggerendo di introdurre nella checklist PRISMA [6] come criterio metodologico e di reporting la citazione di RS e MA già esistenti e la loro contestualizzazione rispetto alla nuova ricerca.

Nell’articolo si trovano inoltre interessanti informazioni su sistemi già esistenti di mappatura e controllo delle RS e MA in corso di produzione o già pubblicate; per esempio, la Cochrane Collaboration fin dall’inizio ha messo in piedi un sistema di registrazione del titolo che impedisce la registrazione di titoli che replicano o sono molto simili a revisioni e protocolli di revisioni già esistenti e questo di fatto impedisce che vi siano pubblicazioni multiple nella Cochrane Library. Più recente è invece la nascita di un vero e proprio registro dei protocolli delle RS - “PROSPERO” (http://www.crd.york.ac.uk/NIHR_PROSPERO/) - che, sulla falsa riga dei registri dei trial, ha l’ambizione di fungere da traccia e fonte di informazione sulle RS passate e future.
Elena Parmelli

  1. Siontis KC, Hernandez-Boussard T, Ioannidis JP. Overlapping meta-analyses on the same topic: survey of published studies. BMJ. 2013 Jul 19;347.
  2. Cook DJ, Reeve BK, Guyatt GH, Heyland DK, Griffith LE, Buckingham L, et al. Stress ulcer prophylaxis in critically ill patients. Resolving discordant meta-analyses. JAMA 1996;275:308-14.
  3. Jadad AR, Cook DJ, Browman GP. A guide to interpreting discordant systematic reviews. CMAJ 1997;156:1411-6.
  4. Poolman RW, Abouali JAK, Conter HJ, Bhandari M. Overlapping systematic reviews of anterior cruciate ligament reconstruction comparing hamstring autograft with bone-patellar tendon-bone autograft: Why are they different? J Bone Joint Surg Am 2007;89:1542-52.
  5. Moja L, Fernandez del Rio MP, Banzi R, Cusi C, D'Amico R, Liberati A, Lodi G, Lucenteforte E, Minozzi S, Pecoraro V, Virgili G, Parmelli E. Multiple systematic reviews: methods for assessing discordances of results. Intern Emerg Med. 2012 Dec;7(6):563-8.
  6. Moher D, Liberati A, Tetzlaff J, Altman DG; PRISMA Group. Preferred reporting items for systematic reviews and meta-analyses: the PRISMA statement. Int J Surg 2010;8(5):336-41.