Il lavoro di Alessandro Liberati per favorire una ricerca utile al Servizio Sanitario della Regione Emilia-Romagna continua a dare i suoi frutti. Infatti, pur in un regime di spending review, sono appena stati pubblicati due nuovi bandi per la ricerca del Programma Regione-Università, di cui Alessandro è stato ispiratore e animatore.
A partire dal 2007 il Programma ha messo a disposizione risorse mirate a:

  • contribuire allo sviluppo di centri/gruppi di eccellenza capaci di ideare e produrre tecnologie/strumenti utili per l’attività assistenziale del SSR;
  • acquisire le conoscenze relative al profilo beneficio-rischio di tecnologie ed interventi in fase di ingresso, o già utilizzate, nella pratica clinica per le quali però mancano gli elementi necessari a definirne le modalità appropriate d’uso;
  • sviluppare network di ricerca dotati delle competenze necessarie a trasformare in progetti (sia di valutazione controllata sia di monitoraggio) i quesiti scientifici, assistenziali e organizzativi maggiormente rilevanti e a portare a termine con successo progetti di alta qualità metodologica.

Con questi obiettivi Il Programma di ricerca Regione-Università è stato quindi organizzato per finanziare progetti in tre macro-aree di ricerca: "Ricerca innovativa" (Area 1), "Ricerca per il governo clinico" (Area 2) e "Formazione alla ricerca" (Area 3). In pratica ciò ha consentito, su un budget annuale di 10 milioni di euro, attraverso 14 bandi regionali e con un sistema di peer review, generalmente a due fasi (workshop più study session), di valutare 350 proposte di ricerca. Tra singoli studi e programmi strategici sono stati finanziate 99 proposte (28%) a cui si aggiungono anche 16 programmi di formazione alla ricerca.

I due nuovi bandi si dividono un budget complessivo di 5 milioni di euro. Il primo dedicato a giovani ricercatori per progetti di ricerca clinico-assistenziale e biomedica, di tipo traslazionale, a forte contenuto innovativo. Il secondo invece per il Governo clinico è finalizzato alla raccolta di proposte sul completamento delle conoscenze necessarie al trasferimento nella pratica dei servizi sanitari e alla valutazione delle effettive potenzialità e dell’impatto di tecnologie e degli interventi in ambito sanitario.

Entrambi i bandi portano alcune modifiche rispetto alle edizioni passate che cercano di tener conto di quelli che potrebbero essere definiti i liberati Principles (http://laniusletter.it/the-liberati-principle/) e che la Regione vuole supportare nell’ambito della promozione di una ricerca scientifica utile al Servizio Sanitario pubblico. Ad esempio, è stato introdotto un incentivo alla pubblicazione dei risultati in fonti “open” in modo da favorire la ricaduta “pubblica” delle nuove conoscenze prodotte. In questa nuova edizione è stato perfezionato il percorso per la definizione delle tematiche o dei quesiti di ricerca su cui indirizzare le proposte. Inoltre, è stata ottimizzata la procedura per la raccolta e la valutazione delle proposte (con un workflow della ricerca dedicato).
Alessandro ha segnato una strada per indicare come un Servizio Sanitario pubblico, che garantisce la cura e l’assistenza a tutti i cittadini, possa favorire la crescita di programmi di ricerca indipendente da una logica di profitto e commerciale.
Una bella lezione.

Antonio Addis