L’Associazione Alessandro Liberati – Cochrane Affiliate Centre (AssociALi) si unisce all’appello del British Medical Journal per una maggiore trasparenza da parte di aziende e agenzie regolatorie. La comunità scientifica deve poter accedere ai dati individuali degli studi su vaccini e trattamenti per Covid-19 per condurre analisi indipendenti, revisioni e metanalisi.

“Abbiamo bisogno di una completa trasparenza dei dati per tutti gli studi, ne abbiamo bisogno nell’interesse pubblico e ne abbiamo bisogno ora”. Si conclude con queste parole un editoriale pubblicato qualche giorno fa sul British Medical Journal a firma di Peter Doshi, Fiona Godlee e Kamran Abbasi in cui in tre editor chiedono che i dati clinici individuali (i cosiddetti dati grezzi o raw data) degli studi sui vaccini e
sui trattamenti per Covid-19 siano messi a disposizione della comunità scientifica [1]. Un appello, questo, a cui si unisce anche l’Associazione Alessandro Liberati – Cochrane Affiliate Centre (AssociALi).

Al momento i dati riguardanti i singoli individui che hanno preso parte agli studi non sono accessibili ai medici, ai ricercatori e al pubblico. A essere pubblicati sulle riviste scientifiche sono infatti i risultati delle analisi statistiche condotte su quei dati, mentre le informazioni relative ai singoli partecipanti – le quali potrebbero essere utilizzate per studi indipendenti, revisioni e metanalisi – restano per anni ad accesso
esclusivo dell’azienda produttrice e delle agenzie regolatorie. “È questo il tempo di chiedere i dati grezzi, ma è di fatto anche il tempo della necessaria crescita/imposizione del rigore scientifico, della trasparenza e della metodologia Cochrane (quindi la completezza e la ripetibilità del metodo)”, ha commentato Maria Grazia Celani, Presidente di AssociALi. “Ma è un circolo vizioso perché con pochi dati o con dati selezionati le revisioni sono spazzatura. Trusted evidence, informed decisions, e better health dovrebbero rappresentare uno strumento unico e diffuso utilizzato dalle agenzie regolatorie ma anche da società scientifiche, università, riviste internazionali e nel corso di discussioni di esperti”.

Per quanto riguarda i vaccini per Covid-19 i dati grezzi potrebbero non essere accessibili per diverso tempo. Pfizer, ad esempio, ha dichiarato che comincerà ad accogliere le richieste di rilascio dei dati sul suo vaccino anti-Covid-19 solo a partire da maggio 2025, quando saranno passati due anni dalla data prevista di completamento dello studio primario [2]. Moderna ha comunicato che i dati “potrebbero essere disponibili (…) con la pubblicazione dei risultati finali dello studio”, la cui conclusione è stimata per il 27 ottobre 2022 [3]. Sul sito di AstraZeneca si legge invece che l’azienda è pronta a prendere in considerazione le richieste di accesso ai dati per i loro studi di fase III ma che le tempistiche per il rilascio “variano a seconda della richiesta e possono richiedere fino a un anno dalla presentazione completa della richiesta stessa” [4].

“In una situazione di questo tipo, con un impatto straordinario a livello mondiale, la richiesta di avere a disposizione i dati singoli è assolutamente ragionevole e condivisibile”, ha commentato Silvio Garattini, presidente e fondatore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri IRCCS e socio onorario di AssociALi. “Perché i dati non possono rimanere patrimonio esclusivo di chi li ha sviluppati, specie in un contesto che ha visto le aziende utilizzare i dati della ricerca di base pagata dal pubblico”.

I dati relativi alle terapie contro Covid-19, poi, sono altrettanto difficili da trovare. Come riportano Doshi, Godlee e Abbasi, l’azienda Regeneron ha dichiarato che la condivisione dei dati relativi al trial di fase III della terapia a base di anticorpi monoclonali REGEN-COV sarà presa in considerazione solo nel momento in cui il trattamento dovesse essere approvato (e non solo autorizzato in caso di emergenza) [5]. Per il remdesivir invece gli US National Institutes of Health, che hanno finanziato la ricerca, hanno creato un nuovo portale per la condivisione dei dati ma le informazioni offerte, scrivono i tre editor del BMJ, sono piuttosto limitate.

Tra le autorità regolatorie, invece, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti è quella che riceve la maggior parte dei dati ma tende a non rilasciarli. In seguito a una richiesta di accesso ai dati sul vaccino Pfizer, ad esempio, l’FDA ha acconsentito a condividere solo 500 pagine al mese sostenendo che la lentezza del processo, che avrebbe richiesto decenni per essere completato, è dovuta alla necessità di
controllare le informazioni sensibili [6]. Anche cercando di ottenere i dataset grezzi dall’Health Canada e dall'European Medicines Agency (EMA), tuttavia, si finisce per ottenere ben poco perché le due agenzie non ricevono o analizzano questo tipo di informazioni.

Da qui la richiesta del British Medical Journal di rendere accessibili in modo completo e immediato i dati individuali dei vaccini e dei trattamenti per Covid-19. “La trasparenza – scrivono i tre autori dell’editoriale – è la chiave per costruire la fiducia e un modo importante per rispondere alle domande legittime dei cittadini sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini e dei trattamenti e sulle politiche cliniche e di salute pubblica stabilite per il loro uso”. “Dovrebbero e potrebbero poi acquisire importanza i cittadini – ha aggiunto Celani – utili ad aiutare a divulgare i risultati evidenziando rischi e benefici, costi e quindi incertezza di efficacia, di durata e di applicabilità nelle diverse organizzazioni sociosanitarie”.

Secondo Antonio Addis, ricercatore del Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale della Regione Lazio e membro della Commissione Tecnico Scientifica dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), a questo tipo di appelli dovrebbero però seguire azioni concrete. “Va bene chiedere alle agenzie regolatorie di essere più trasparenti e alle aziende farmaceutiche di rendere disponibili tempestivamente i raw data, ma come? Pensiamo anche all'aspetto pratico. La cosa che bisognerebbe fare è portare la metodologia delle revisioni sistematiche e delle metanalisi, di fatto l'approccio Cochrane, all’interno delle agenzie regolatorie. Non si capisce perché la Cochrane non possa avere un accesso diretto ai dati attraverso le agenzie regolatorie”.

Rita Banzi, responsabile del Centro Politiche Regolatorie in Sanità dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri IRCCS, pur appoggiando l’appello di Doshi, Godlee e Abbasi ha invece sottolineato come i toni accesi del loro editoriale rischino, nell’ambito della pandemia di Covid-19, di favorire interpretazioni sbagliate. “La richiesta di una maggiore condivisione dei dati deve valere per tutti i trattamenti, per tutte le malattie, per tutti gli studi e per tutti gli sponsor. Deve essere visto come un tema universale. Nel caso dei vaccini per Covid-19, tuttavia, l’urgenza esplicitata dagli autori rischia di far passare l’idea che ci sia qualcosa che non ci viene detto, qualche dato che dovremmo leggere in maniera diversa”.

Rassegna stampa:

- Capocci A. Dati aperti su vaccini e farmaci. Adesso li chiedono anche i ricercatori italiani. Il manifesto; pubblicato il 26 gennaio 2022.

Bibliografia:

[1] Doshi P, Godlee F, Abbasi K. Covid-19 vaccines and treatments: we must have raw data, now. BMJ 2022; 376:o102.
[2] Thomas SJ, Moreira ED Jr., Kitchin N, et al., C4591001 Clinical Trial Group. Safety and efficacy of the BNT162b2 mRNA covid-19
vaccine through 6 months. N Engl J Med 2021;385:1761-73.
[3] El Sahly HM, Baden LR, Essink B, et al., COVE Study Group. Efficacy of the mRNA-1273 SARS-CoV-2 vaccine at completion of
blinded phase. N Engl J Med2021; 385:1774-85.
[4] Voysey M, Clemens SAC, Madhi SA, et al., Oxford COVID Vaccine Trial Group. Safety and efficacy of the ChAdOx1 nCoV-19
vaccine (AZD1222) against SARS-CoV-2: an interim analysis of four randomised controlled trials in Brazil, South Africa, and the UK.
Lancet 2021; 397:99-111.
[5] Weinreich DM, Sivapalasingam S, Norton T, et al., Trial Investigators. REGEN-COV antibody combination and outcomes in
outpatients with covid-19. N Engl J Med2021; 385:e81.
[6] Greene J. We’ll all be dead before FDA releases full COVID vaccine record, plaintiffs say. Reuters 2021, pubblicato il 13 dicembre.