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network italiano Cochrane

Uno sguardo al futuro del network italiano Cochrane

Martedì 5 dicembre si è tenuta a Firenze la Riunione Annuale 2023 della nostra Associazione, dal titolo Evidence-based medicine tra rigore e conflitti.

L’incontro – nel corso del quale sono stati affrontati temi di grande attualità e rilevanza per la salute pubblica, dai trattamenti per l’Alzheimer ai percorsi di fine vita – si è aperto con una riflessione di Francesco Nonino, responsabile dell’Unità Operativa di Epidemiologia e statistica dell’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna e prossimo direttore di Cochrane Italia.

“Credo che siamo tutti d’accordo nel dire che la situazione è molto critica. Ci troviamo in un contesto politico e istituzionale in cui la medicina basata sulle evidenze e l’integrità della ricerca non sono considerate come priorità”, ha sottolineato in apertura del suo discorso.

Nonino ha quindi delineato gli obiettivi del centro Cochrane italiano per il prossimo triennio, stabiliti in accordo con l’attuale direttore Roberto D’Amico. “Il primo punto, forse il più importante, riguarda la volontà di non limitarsi alla produzione di nuove revisioni sistematiche. Dobbiamo adoperarci anche per diffondere i risultati delle nostre revisioni e farne degli strumenti operativi utili a supportare le decisioni a tutti i livelli, dalla relazione medico-paziente alle politiche nazionali”.

Un obiettivo che dovrebbe impegnare tutte le organizzazioni coinvolte del network italiano Cochrane, a partire dalla nostra Associazione, è quindi quello di ottenere una maggiore visibilità – diretta sia agli operatori sanitari che al pubblico generalista – per le iniziative e le prese di posizione della rete. Una maggiore presenza mediatica, quindi, che non escluda un uso ragionato dei social media, definiti dal neo-direttore “strumenti ormai indispensabili per la diffusione di determinati messaggi”.

Un altro punto toccato durante l’introduzione alla Riunione Annuale, altrettanto centrale, riguarda invece la necessità di coinvolgere maggiormente i pazienti e le loro associazioni in tutte le fasi di sviluppo delle revisioni sistematiche, a partire dalla definizione dei quesiti di ricerca. “I pazienti sanno meglio di chiunque altro cosa significa stare meglio, stare peggio, e quali sono i temi per loro prioritari. Spesso, invece, abbiamo visto uno scollamento tra gli obiettivi della ricerca e i bisogni dei pazienti”.

Nonino ha infine sollevato il problema della scarsa attenzione data oggi all’EBM all’interno delle istituzioni accademiche, sia nei confronti delle revisioni sistematiche che di temi più trasversali come l’etica e l’importanza di una ricerca indipendente. “Può sembrare una frase fatta – ha spiegato nella sua introduzione – ma questo è veramente il momento di fare rete, di mettere insieme le competenze cliniche, metodologiche e comunicative per costruire un linguaggio che si senta anche al di fuori del nostro circolo di addetti ai lavori”.

In una situazione in cui le istituzioni politiche e accademiche non sembrano essere ricettive nei confronti dell’EBM, quindi, secondo il prossimo direttore del Centro Cochrane Italia è più che mai necessario che le diverse organizzazioni coinvolte nella produzione e disseminazione delle evidenze facciano rete tra loro, al fine di poter difendere e promuovere con maggiore forza i valori alla base della medicina basata sulle prove.

“A partire dal prossimo anno vorrei creare dei momenti di riflessione e di condivisione, anche su temi specifici, coinvolgendo chi lavora nei gruppi che producono revisioni e in generale chiunque sia interessato”, ha concluso Nonino. “Credo sia giunto il momento di rivederci con più regolarità e di confrontarci su questi temi con maggiore presenza e consapevolezza”.

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